In difficile situazione politico-militare, quale comandante di legione dislocata sul confine orientale italiano in zona direttamente controllata dalle autorità germaniche, si oppose con decisione e con grave rischio personale agli intendimenti di utilizzare i militari dipendenti nel contrasto ai partigiani e, ove ciò non fu possibile, diede precise direttive affinché i reparti favorissero la resistenza segnalando i movimenti delle truppe tedesche e fornendo ai patrioti armi, munizioni ed equipaggiamenti. Nei giorni dell’insurrezione generale costituì con i finanzieri dipendenti un battaglione di formazione che contribuì in modo determinante alla liberazione della città. Durante il periodo dell’occupazione yugoslava mantenne contegno fiero e fermo contro gli occupanti che operavano arresti indiscriminati tra i suoi dipendenti, offrendosi al loro posto per ottenerne la libertà. Luminoso esempio di attaccamento al corpo, di altissimo senso di responsabilità e del dovere. Trieste, 8 settembre 1943 – 12 giugno 1945